Loreto: l'interno del Santuario

Marche (AN)

In questo articolo illustreremo quanto visto all’interno della Basilica della Santa Casa di Loreto.

Nel famoso santuario, da sempre meta di pellegrinaggi, è posta la Santa Casa della Vergine Maria.

Facciata della Basilica.

Il Santuario della Santa Casa

Parete Ovest

All’interno della basilica, nel presbiterio sotto la cupola, è custodita la Santa Casa.

Ne vediamo il rivestimento marmoreo commissionato a Donato Bramante da papa Giulio II. Fu iniziato nel 1511 e concluso solo nel 1538, dopo varie vicissitudini.

L’opera dispone di grandissima purezza ed elevatezza di stile.

Il monumento marmoreo celebra la Vergine nei punti salienti della sua vita.

Dieci nicchie contengono le statue delle Sibille, scolpite dai fratelli Della Porta, che vaticinarono la nascita di Cristo.

Le altre dieci nicchie sono corredate con i Profeti, quasi tutti opera dei fratelli Lombardo, perché preannunciarono Cristo.

Curiosità: i quattro cancelli sulle diverse pareti della Santa Casa furono creati con le catene degli schiavi cristiani liberati dopo la battaglia di Lepanto, combattuta nel 1571 tra i musulmani e i cristiani della Lega Santa.

Gli assolti vennero in pellegrinaggio a Loreto per un voto promesso.

Sequenza narrativa delle pareti della Santa Casa:

Natività di Maria (scultori: Baccio Bandinelli e Raffaele da Montelupo) e Sposalizio (Sansovino e Niccolò Tribolo). 

Nicchie

Procedendo da sinistra:

Sibilla Ellespontica (di Giovanni Della Porta) e, sotto, Profeta Isaia (fratelli Della Porta);

Sibilla Frigia (fratelli Della Porta) e, sotto, Profeta Daniele.

Sopra le porte:

Flagellazione (in alto) e Gesù nell’Orto degli ulivi (in basso), opera dei fratelli Lombardo;

Crocifissione (sopra) e Gesù con la croce (sotto).

Annunciazione (scultore: Andrea Sansovino); Visitazione (Montelupo) e Censimento (Da Sangallo). 

Nicchie

Da sinistra:

Sibilla Libica (fratelli Della Porta) e, sotto, Profeta Geremia;

a destra, Sibilla Delfica e Profeta Ezechiele.

Natale di Gesù (scultore: Andrea Sansovino). 

Nicchie

A sinistra, Sibilla Persica e, sotto, Profeta Zaccaria;

al centro, Sibilla Cumana e Profeta David;

a destra: Sibilla Eritrea e Profeta Malachia

Sopra la porta: Annunciazione Natale di Gesù.

Sopra, Transito della Vergine (opera di Domenico D’Aima); registro inferiore: Traslazione della Santa Casa (Niccolò Tribolo e Francesco Da Sangallo), divisa in due sezioni raccordate. 

Nicchie

Da sinistra, Sibilla Cumana e, sotto, Profeta Mosè, di derivazione michelangiolesca (di Giovan Battista della Porta); 

Sibilla Samia e Profeta Balaam.

Sul basamento una lunga fascia riporta un’iscrizione latina voluta da Clemente VIII (1595, III Centenario): racconta l’episodio della traslazione della casa.

Parete Ovest: Annunciazione, Visitazione e Censimento. Nelle nicchie: Sibille e Profeti.

Parete sud, dettaglio delle nicchie centrali: Sibilla Cumana (fratelli Della Porta) e David (Girolamo Lombardo).

“Adorazione dei magi”, Raffaele da Montelupo. Si noti che essi offrono in dono oro, incenso e mirra, come nel passo evangelico.
“Adorazione dei magi”, Raffaele da Montelupo. Si noti che essi offrono in dono oro, incenso e mirra, come nel passo evangelico.
“Traslazione della Santa Casa”, Da Sangallo. Dettaglio situato a sinistra del rilievo: vediamo la Casa posta dapprima sul colle di due fratelli litigiosi
“Traslazione della Santa Casa”, Da Sangallo. Dettaglio situato a sinistra del rilievo: vediamo la Casa posta dapprima sul colle di due fratelli litigios

Curiosità: La Santa Casa originaria mancava della parete Nord (dove è posto l’altare).

Questo perché a Nazareth la Casa dava direttamente sulla bocca della Grotta, al posto di avere il quarto muro!

Prove: le tre pareti originarie sono composte da un tipo di roccia arenaria e da altro materiale edilizio reperibili proprio a Nazareth!

Vi è poi una gran quantità di graffiti che ricordano quelli ritrovati in Terra Santa risalenti al II-V secolo, giudaici e cristiani.

Inoltre, la tradizione in parte è stata curiosamente confermata dagli scavi archeologici (direzione: N. Alfieri).

Ad esempio, si è notato che la Santa Casa non dispone di fondamenta proprie, ma… poggia proprio su un’antica strada pubblica!

All’interno della Santa Casa, troviamo l’Altare e la Statua della Madonna (o Vergine Lauretana).

Vergine Lauretana

La Statua della Madonna è scolpita in legno di cedro di Libano.

Non è più quella originale, del XIV secolo: un incendio nel 1921 la distrusse.

Papa Pio XI la ricommissionò (Enrico Quattrini e Leopoldo Celani) e la consacrò in Vaticano nel 1922 (poi di nuovo incoronata da papa Giovanni XXIII nel 1962).

Ha una tonalità più scura dell’originale, che già era diventata di un colore tendente al nero forse per il fumo dei ceri assorbito nei secoli.

Il suo manto risale al XVI secolo; è un tipo di tunica liturgica chiamata dalmatica.

Ma: la prima icona qui venerata non era una statua, bensì un dipinto su legno, forse bizantino, sparito nel XVI secolo e poi sostituito con la precedente statua, del 1300.

Sotto la nicchia, si legge: HIC VERBUM CARO FACTUM EST (“qui il Verbo si è fatto carne”).

La basilica è corredata di 11 cappelle absidali, che per la maggior parte riportano il nome delle nazioni che finanziarono la loro decorazione.

Elenco delle cappelle absidali a partire dalla sinistra della porta del corridoio d’ingresso:

  • Cappella del Crocifisso
  • Cappella Francese
  • Cappella Slava
  • Cappella Americana
  • Cappella Tedesca
  • Cappella Slava
  • Sacrestia di S. Giovanni
  • Cappella dei Duchi D’Urbino
  • Cappella Spagnola
  • Cappella Svizzera
  • Sagrestia di San Marco

Presentiamo solo i particolari di alcune di esse.

Incredulità di S. Tommaso; Luca Signorelli.

Nella Cappella di S. Giovanni o del Signorelli, troviamo i magnifici affreschi di Luca Signorelli, tra cui l’Incredulità di S. Tommaso (registro inferiore).

Notate la plasticità del dipinto, le dimensioni possenti e maestose del Cristo risorto che oscurano la figura inchinata e fanciullescamente sorpresa di Tommaso.

La Cappella dei Duchi di Urbino si chiama così perché fu commissionata, per l’appunto, tra il 1571 e il 1584 dai duchi di Urbino Guidobaldo II e Francesco Maria II della Rovere. Gli artisti incaricati provenivano tutti dal Ducato.

La cupola della Cappella del Signorelli è divisa in spicchi che rappresentano alternati un Evangelista e un Dottore della Chiesa Occidentale.

La monumentalità delle figure ricorda il modulo di Piero della Francesca. Si noti però che i personaggi non sembrano immobili, ma accennano al movimento.

Sant’Ambrogio, sulla cupola della Cappella del Signorelli.
Sposalizio; Federico Zuccari

La Cappella Svizzera dei Santi Gioachino e Anna è stata affrescata tra il 1935-1938 da Carlo Donati, con le offerte dei cattolici svizzeri.

In alto vi sono raffigurate figure di santi nati od operanti in Svizzera; sotto, episodi dei Ss. Gioachino ed Anna e di Maria Bambina.

 
S. Pietro Canisio (1521-1597). Sostenne la tradizione di Loreto
Alcuni santi elvetici
Cappella Svizzera. La vetrata rappresenta la Madonna di Einsiedeln. Vi appaiono guerrieri e stemmi dei tre cantoni svizzeri. Fu ideata da Bernardo Flueler, monaco di Einsiedeln. 1952.

La Cappella del Coro, Tedesca, fu decorata grazie alle donazioni dei cattolici tedeschi (Congregazione Universale nel VI Centenario della Traslazione a fine ‘800.

Nel XVI secolo la cappella si chiamava Provincia della Marca e riportava gli affreschi di Gaspare Gasparini (XVI secolo), che però furono smantellati.

Cappella del Coro. Particolare della Vetrata con l’Immacolata e i papi Leone XIII e Pio IX

Francesco Moretti ha effigiato, sulla vetrata di questa cappella, l’Immacolata concezione.

Al centro vediamo la Madonna, sopra l’albero di Jesse.

A destra vediamo raffigurato papa Pio IX, che tiene tra le mani la bolla con cui proclamò il dogma Ineffabilis Deus, e a sinistra papa Leone XIII col Crocifisso.

La Cappella Americana o dell’Assunta fu decorata con le donazioni dei cattolici Americani tra il 1953 e il 1970.

La vetrata riporta ritratti di santi e sante americani (disegni: Steffanina; ditta Giuliani di Roma).