Le Guerre Puniche

CARTAGINE

(oggi: quartiere di Tunisi)

Colonia fenicia divenuta indipendente dalla madrepatria e sopravvissuta alla decadenza delle altre città fenicie (distrutte da Alessandro Magno).

Ha un governo aristocratico.
Ci sono due magistrati (sufeti) e un’assemblea oligarchica.

 

È una fertile città commerciale.

Intrattiene commerci con la Spagna, in cui si procura argento e stagno, che poi utilizza per produrre il bronzo, che rivende in tutto il Mediterraneo.

 

I Cartaginesi diventano i padroni del Mediterraneo.

A loro volta fondano delle COLONIE:

  • colonizzano tutta quanta la Sardegna (fondano la città di Tarros) e tutta la Corsica.
  • in Spagna fondano Cartagena (228 a.C.), che diventa la principale città punica della penisola iberica.
  • Si avvicinano sempre di più all’Italia, dove hanno interessi (in Sicilia) che si scontrano con quelli dei romani.
Inizio III secolo a.C.
Cartagine ha rapporti pacifici con le popolazioni italiche

Romani e Cartaginesi, all'inizio, sono alleati tra di loro.

I Cartaginesi stipulano trattati di alleanza con gli Etruschi e si dividono il Tirreno a metà. (Non-belligeranza).

306 a.C.
Roma si impegna a non inviare truppe in Sicilia

Roma però diventa imponente: quando si spinge fino allo stretto di Messina, diventa una minaccia per i Cartaginesi.

Le città greche della Sicilia (come Reggio) hanno paura di Cartagine, è una minaccia.

264 a C.
Roma non rispetta il patto: scoppia la PRIMA GUERRA PUNICA

Casus belli (= motivazione ufficiale che legittima l'intervento Romano): i Mamertini chiedono aiuto ai Romani contro Siracusa. I Mamertini (= figli di Marte) sono soldati mercenari che occupano la città di Messina. Messina è in lotta con Siracusa.

Il senato discute a lungo se mandare o no le truppe in aiuto dei Mamertini. I conservatori (che vivono di agricoltura) sono contrari alla guerra, ma ormai a Roma ci sono anche parecchi mercanti. Il ceto mercantile e popolare vede nella guerra la possibilità di un rinnovamento sociale.

Roma si muove sempre per un bellum iustum, "guerra giusta". Per i Romani è una guerra giusta, d'attacco più che di difesa.

260 a.C.
Vittoria romana a MILAZZO

I Romani costruiscono 30 triremi (con tre ordini di lavoratori) e 100 quinqueremi. Utilizzano i corvi, cioè uncini che permettono di agganciare le navi avversarie. In questo modo possono trasformare la battaglia navale in un combattimento corpo a corpo sulle navi, in cui i Romani spiccano.

Vincono sui Cartaginesi a Milazzo: è la prima battaglia navale vinta dai Romani.

Il successo viene celebrato nel Foro romano con l'erezione di una colonna (Colonna Duilia), decorata con i rostri di 30 navi nemiche. Da questo momento la Colonna Duilia diventa il palco da cui parlano gli oratori romani.

Questo permette a Roma di dominare anche il Tirreno meridionale, insediandosi in Sardegna e in Corsica.