Un buon “Oh capitano, mio capitano” a tutti gli amici amanti del cinema!

Vi starete chiedendo, “Capitano? Ma che sta dicendo questo scervellato? Vorrei conoscere il suo pusher.”

In caso voi foste interessati, il mio pusher di oggi è Peter Weir, che mi ha fornito uno dei suoi film più belli, intitolato L’Attimo Fuggente, del 1989

Vi basti anticipare che il personaggio centrale dello script è interpretato da Robin Williams. Questa volta, però, il nostro attore ci riserva più lacrime che divertimento.

Il film è ambientato nel 1959 nel collegio maschile di Welton, uno dei più prestigiosi di tutti gli Stati Uniti d’America.

Questo collegio, però, è gestito più alla Full Metal Jacket: il preside è rigoroso e severo quanto il Sergente Maggiore Hartman, pur senza averne l’usanza di insultare i suoi alunni come un ubriaco (e per fortuna direi). 

In realtà, tutti i professori sono eccessivamente rigidi all’interno di questa scuola infernale.

All’inizio del nuovo anno scolastico perviene a Welton un nuovo professore di Lettere, John Keating, interpretato proprio da Robin Williams. Un Robin Williams professore, in una scuola con i professori più severi e cinici della storia? Beh, in un certo senso, sì.

Keating è vivace e ha metodi di insegnamento che vanno fuori dalle righe. 

Le sue lezioni sono principalmente improntate sulla poesia e attraverso essa riesce a trasmettere ai suoi alunni, appena 17enni, il vero e autentico significato della vita e i suoi valori. Solo, con metodi, per i canoni dell’Istituto, poco ortodossi.

Durante la visione di questo film mi sono identificato con quei suoi alunni… mi è sembrato di stare dentro quella classe. Le parole del professor Keating sono qualcosa di unico… più emozionanti di quando, da piccolini, in una giornata triste, la mamma ci portava a prendere un Happy Meal!

Keating non è l’unico protagonista del film. La vicenda principale ruota attorno ad un gruppo dei suoi studenti: il povero Neil, l’arrapato Knox, il fiero Charlie, l’emotivo e timido Todd, lo spione Richard, il cervellone Steven e l’altissimo Gerard. Essi creano la Setta dei Poeti Morti, o meglio The Dead Poets Society.

E che è?”, vi starete chiedendo. Beh, non posso spoilerarvi troppo del film, ma vi posso dire che questa setta permette di “succhiare la vita dal midollo” grazie alla poesia…

No, tranquilli, non si tratta né di satanisti e né di alcolisti anonimi. Il problema? Questo gruppo non è, per così dire, ben visto dalla scuola.

Come avrete immaginato, tutti i protagonisti di questa storia non sono in sintonia con questo diavolo di collegio. Gli insegnamenti del professor Keating iniziano ad essere fortemente criticati dal preside e i ragazzi fanno una vita dura, soprattutto Neil.

Per quanto tra gli studenti migliori del collegio, Neil non va d’accordo con il padre, che lo obbliga a fare i propri interessi, non permettendogli di essere se stesso.

Sapete, vivere così è davvero un inferno… non si riesce a conoscere a fondo se stessi e, forse, è una delle cose peggiori che possa capitare.

Grazie agli insegnamenti di Keating, però, Neil riesce a trovare la sua vera passione: il teatro

In un casting viene addirittura preso come protagonista per uno spettacolo. Ovviamente il padre non è d’accordo con quella che per lui è una perdita di tempo e gli impedisce di recitare ulteriormente. 

Il ragazzo, però, non vuole saperne di mollare il suo sogno.

Insomma, Neil è schiacciato tra il padre e la scuola e non sa quale delle due sia l’istituzione più avvilente e odiosa. 

Peggio di quelle classiche bidelle che, appena ti beccano a sporcare col cibo, ti condannano a morte… e ti sfidano ad un duello in stile Darth Vader, ma con il moccio (e grazie a dio non sono i nostri padri, anche se, senza dubbio, fanno parte del lato oscuro).

Volete sapere come finisce la nostra storia? Cosa abbiano di speciale gli insegnamenti del professor Keating? Cosa sia la Setta dei Poeti Morti? O anche solo vedere la faccia da schiaffi del padre di Neil?  

Questo è uno dei miei film preferiti in assoluto. Per quanto lungo, di momenti lenti ce ne sono pochi e, in realtà, non li considero un difetto. E’ come se certi lassi di tempo siano concessi a noi spettatori per riflettere su ciò che Keating ci trasmette.

E’ davvero un film parecchio immersivo ed emozionante, e per questo lo valuto 5 stelle su 5.  

Purtroppo al momento lo potete trovate solo a pagamento su TimVision, PrimeVideo e Google Play… Sono sicuro, però, che molti di voi vorranno, poi, conservarne una copia in DVD, perché molto probabilmente lo guarderanno più di una volta.

Vi lascio con una citazione di Keating:

Ci teniamo ad essere accettati, ma dovete credere che i vostri pensieri siano unici e vostri, anche se ad altri sembrino strani ed impopolari. Come ha detto Frost, ‘Due strade trovai nel bosco ed io scelsi quella meno battuta, ed è per questo che sono diverso!!

John Keating

Buona visione e diteci che ne pensate!