Assassin’s Creed – Un salto della fede giù dal seggiolone

“Se qualcosa può andar storto, lo farà”. È questo il mantra che si deve sempre rimembrare quando si vede l’ennesimo trailer di film “tratto dal fenomeno videoludico tal dei tali”. Murphy, vecchio marpione, non ne sbagli una. Se con “Silent Hill” qualche speranza era risorta dalle ceneri dei suoi avi, “Assassin’s Creed” della 20th Century Fox è il forno crematorio che brucia la fenice come un tacchino del ringraziamento.

“Ma Vanessa, perché provarci con una causa persa in partenza?”. Carne chiama carne e questo ammasso di proteine ha nome e cognome: Michael Fassbender. Sono debole di fronte al suo nome, essendo uno degli attori che più mi ha colpito nei film più sbagliati per la sua bravura. Sapevo già a cosa stessi andando incontro. Deluse le aspettative? Siamo sinceri, miei carissimi mammiferi colpiti da calvizie prenatale, non avevo aspettative, nemmeno la prima volta che ho visto il trailer: urlava “Amarezza!” come se fosse la mia vita. E come sempre, purtroppo per me, Murphy aveva ragione.

Per chi, eretico fino al midollo, non ha mai sentito parlare di tale saga, vi siete persi un mondo di titoli validi e scivoloni buggati che vi raccomando inutilmente, visto che se fate parte di questa categoria probabilmente non vi interessano i videogiochi. Non ve ne faccio un crimine, ognuno ha le sue libertà: ma tranquilli potrete sia leggere la mia recensione che soprattutto perdere due ore della vostra vita a vedere questo film. Bando alle cancie, meglio iniziare questo giudizio dal gusto bile.

“In questo adattamento dell’acclamata serie di videogiochi, una misteriosa organizzazione salva dall’esecuzione un uomo nel braccio della morte”

Netflix

Dilungarsi è barbino, perseverare è cretin...

Ok, quando avevo scelto di vedere l’altra sera il film non avevo letto quest’orribile sinossi. Netflix, te ne prego, assumi qualcuno competente, il titolo del film quasi è più lungo di questa… Cosa. Con il cuore in mano, pieno di coltelli come se fosse la schiena di Giulio Cesare durante le Idi di Marzo, questa volta devo abbassarmi e fare il lavoro che non è mio.

“Adattamento dell’acclamata serie di videogiochi, Callo Calloso Fassbenderoso si ritrova coinvolto in una guerra secolare tra le forze del male e le forze discutibili del bene. Tra cospirazioni nel presente e salti nel passato nella vita di un altro, il nostro cucciolo di umano riuscirà a scoprire la verità? Spoiler Sì, che domanda stupida. Ma soprattutto, un altro Fassbender gli insegnerà a suonare il flauto e limonare?”

Estratto da "Cattivo Gusto" di Ser Pelosetto, 9:25 Era del Drago

Tornando a noi, sfruttando i neuroni di cui son dotata, il film si distacca dalla trilogia originale ed è per questo motivo che questo articolo non è un Uta Garuta. Siamo sinceri, non volevo vedere Ezio nel tritacarne di Hollywood e le storie nuove sono sempre apprezzate. Ovviamente il film attinge come un morto di sete dalla sua fonte originale, come è giusto che sia, ma fallisce miseramente, sia per originalità che per incapacità di copiare.

Tempo, tempistica e temporalità

La saga di “Assassin’s Creed” è ricordata da quasi tutti come i videogiochi che ti salvavano da un’interrogazione improvvisa in storia, ambientando quasi la totalità della trama in un’epoca storica ben precisa, con tanto di persone realmente esistite (e snaturate). Ma non mancava la contemporaneità, grazie all’Animus, uno strumento fantastico che permette a chi è collegato di rivivere in modo vivido la vita dei propri antenati. Elementi che hanno reso “Assassin’s Creed” ciò che è stato e ora evoluto, elementi in realtà presenti anche nel film. Anche saltando però sulla linea temporale, la magia non è stata mantenuta. Considerando la trilogia originale, il tempo passato nella contemporaneità era sicuramente inferiore rispetto a quello giocato nel passato. Nel film è il contrario, perdendo un poco il fascino originale. Ma è questo ciò che affossa il film?

No. Oggettivamente parlando, questo film era stato progettato sia per attirare i fan di vecchia e nuova data, ma anche una parte di pubblico appassionato di action. Le spiegazioni per una miglior comprensione del funzionamento dell’Animus e della situazione in generale avvengono ovviamente nel presente, dove le persone sanno logicamente di più. Il presente però è noioso, dilata tempi non richiesti e ti fa sperare che Callus, il protagonista, entri al più presto nell’Animus. Ed è proprio qui lo scivolone definitivo: il passato non regge minimamente l’attesa.

Aquile, aquile ovunque

È la prima cosa che penso nel caso di questo film. Sono riusciti a farmi odiare le aquile, costantemente usate come mezzo di transizione tra presente e passato. Non è necessario e non crea nemmeno atmosfera, non capisco perché perdere tempo e soldi con quelle CCG, era meglio farla apparire più sporadicamente nei momenti significativi. Ma basta uccelli, perché è una sottigliezza al confronto di ciò che ci aspetta.

Da Inghilterra 2016 ci si ritroviamo in Andalusia 1499, proprio quando la Chiesa cerca di liberare la Spagna dagli Infedeli. Un periodo allegro insomma, non così originale ma sicuramente che potrebbe offrire molti spunti e trame interessanti, che però ovviamente non vengono sfruttati. Il film, più che mostrare il complesso conflitto tra Assassini e Templari e come si ripercuote sulla storia, preferisce concentrarsi sulle lotte. Ok, nel videogioco era divertente uccidere un’intelligenza artificiale dal QI basso, ma era la trama che soprattutto attiravano. Quello che invece fa il film è mostrare tante lotte spettacolari e sequenze di parkour, sgravandosi così dal compito di scrivere due trame più o meno complesse. Risultato? Mezza trama scritta, pure male ad esser sinceri, dove l’elemento principale sembra quasi esser il fantomatico “Salto della Fede” (Spoiler: che trash quando si rompe l’Animus, mamma mia le risate).

Parliamo di cose serie

Parlando di salto della fede, vi starete probabilmente chiedendo: “La tua fede in Fassbender è calata?”. No, amici, purtroppo è l’unica cosa che mi ha fatto finire questo film: Fassbender, immerso nella porcheria fino al midollo, ne esce comunque un signore. Il suo personaggio principale,chiamato Callus (ribattezzato Callo), è un colabrodo stereotipato, che però è reso un minimo credibile dall’attore. La sua magia però non riesce invece in Aguilar, l’avo di Callus, che è solo un assassino come tanti, che parlerà si è no tre volte. Voglio proprio evitare la comparazione con la saga originale, ma sia gli antenati che Desmond erano interessanti, non per nulla Ezio è il simbolo di una saga e il preferito di TUTTI. Callo inizialmente promette bene, un condannato a morte, arrabbiato come un fan e spaventato dalla morte stessa, ma poi l’interesse si perde. E sapete cosa hanno deciso di fare? Fargli togliere inutilmente la maglietta solo per sfoggiare il suo fisico. E io, d’altro canto, a quel punto stavo per abbandonare il film come quella maglietta il set, solo l’aver superato la prima metà mi ha trattenuta dalla tagliola definitiva.

La fiera dello spreco

Non è però solo Fassbender, ma anche Marion Cotilliard ad esser una fantastica attrice buttata in questo letamaio.

Scrivi anche del regista, quello schifoso che fa un bellissimo film come Macbeth e poi questa porcata immonda

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Insomma

Assassin’s Creed di Justin Kurzel è uno spreco in tutti i sensi: tempo, occasioni, soldi. Se Silent Hill era discreto, un film non memorabile ma che almeno funzionava, questa pellicola, con il doppio e passa di budget, non sembra quasi nemmeno provarci. Aveva un’infinità di possibilità, ma si arena tristemente nella peggiore ipotesi, intanto che la prevedibilità e la noia prendono il sopravvento sullo spettatore, una volta speranzoso. Il trailer è l’unica cosa che davvero ricorda la saga di Assassin’s Creed, l’ennesima promessa di un futuro migliore che i videogiocatori già sanno che non arriverà. E così è stato, ahimè. Se sprecare tutto lo sprecabile fosse uno sport competitivo, il film Assassin’s Creed sicuro arriverebbe in finale.